Cosa significa realmente misurare l’impatto di una fibra? Ne ho parlato con Francesca Sartor. Impact Manager di Textile Exchange, che mi ha spiegato che “Misurare gli impatti non significa solo determinare quanto sia sostenibile un prodotto; si tratta di comprendere gli effetti generati dalla sua produzione.”

Negli ultimi anni, il settore ha assistito alla diffusione di affermazioni semplicistiche sulla misurazione dell’impatto, che spesso sfociano nel *greenwashing*. Ad esempio, dichiarazioni come “questo cotone richiede il 10% di acqua in meno” possono risultare fuorvianti se non supportate da una metodologia solida. Per questo è importante comprendere le modalità di calcolo di tali impatti e il perimetro dell’analisi effettuata.

Textile Exchange ha pubblicato numerosi studi LCA sulle fibre: i più recenti sono stati quello sul poliestere e quello sul cashmere. Entro fine anno arriveranno quelli sulla lana e sul mohair. Quello sul poliestere, che è molto corposo, contiene anche un approfondimento molto interessante sugli impatti del poliestere riciclato. Il report evidenzia che il profilo ecologico del poliestere è dettato dalla tecnologia impiegata. Oltre agli impatti ambientali, l’analisi mette in evidenza anche i rischi sociali e connessi alla produzione di poliestere, un tema di cui non si parla mai. Lo studio evidenzia inoltre che c’è un grosso problema di tracciabilità. Per il poliestere vergine è molto complicato risalire al luogo di estrazione della materia prima: spesso in questi territori risiedono popolazioni indigene che sopportano i rischi ambientali e sociali dell’estrazione. C’è inoltre un problema di tracciabilità e trasparenza nelle sostanze chimiche usate nel processo di trasformazione. Lo studio evidenzia anche gli impatti sociali del poliestere, sia per il vergine che per il riciclato: lavoro forzato, reti informali di sfruttamento, attività rischiose.

Nell’analisi LCA del Cashmere lo studio si concentra sugli impatti ambientali, con un focus anche sull’impatto sociale sulle comunità che allevano le capre. Purtroppo in questo caso non c’è un approfondimento sulla fibra riciclata, ma Francesca Sartor mi ha spiegato il perché nell’intervista.

“Non tutti gli studi LCA sono confrontabili a causa delle diverse metodologie e dei fattori geografici. È essenziale sapere esattamente cosa si sta confrontando.”, mi ha spiegato nell’intervista. Questo è un punto importante, per evitare una comunicazione che può sfociare nel greenwashing.

Potete ascoltare l’episodio su tutte le piattaforme audio.

Oppure potete guardare il video podcast, una novità di questa stagione, tramite Spotify o su Youtube,