Quanto è importante la tracciabilità delle pelle e quali sono le sfide per la sua implementazione, anche tenendo conto della normativa in evoluzione, EUDR in primis ? Ne ho parlato con Sabrina Frontini, direttrice di ICEC, l’ente di certificazione italiano delle aziende del settore conciario, in questo episodio del podcast.

Facciamo chiarezza: cosa significa tracciabilità della pelle? Tracciare la pelle significa essere in grado di ricostruire l’intera storia di un materiale: dall’allevamento dell’animale e dal macello, attraverso le fasi di concia (trasformazione chimico-fisica), fino al prodotto finito (scarpa, borsa, divano).

Le sfide principali riguardano:Origine Geografica: Garantire che la pelle non provenga da zone a rischio deforestazione (es. Amazzonia);Benessere Animale (Animal Welfare): Verificare che gli animali siano stati trattati secondo standard etici; Sostenibilità di Processo: Monitorare l’uso di prodotti chimici e l’impatto ambientale delle concerie.

Le norme UNI (nazionali), CEN (europee) e ISO (internazionali) costituiscono l’impalcatura tecnica e legale su cui si poggia la tracciabilità della pelle. Mentre l’ICEC è l’ente che certifica, queste norme sono i “manuali di istruzioni” che definiscono cosa debba essere tracciato e come debba essere comunicato.

E’ in corso una revisione degli schemi di certificazione ICEC per includere innanzitutto i nuovi requisiti richiesti dalle normative che stanno entrando in vigore: la EUDR, il regolamento contro la deforestazione, è sicuramente il più impattante per il settore. Ma un’attività di tracciabilità puntuale e verificabile è ormai la base per svolgere anche una seria attività di due diligence, requisito fondamentale per l’applicazione anche di altre norme europee.

ICEC sta anche facendo un lavoro di allineamento e mutuo riconoscimento degli standard che certificano la filiera della pelle di altri operatori, per semplificare le aziende nella raccolta e condivisione dei dati ed evitare duplicazioni.

Abbiamo parlato di questo e di molto altro con Sabrina Frontini, direttrice di ICEC, in questa intervista.