Riciclare il PET utilizzando gli enzimi: è reso possibile da EnzymeThreads, una innovazione di Emilio Parisini, Alfonso Gautieri, Rossella Castagna arrivata in finale al prestigioso Global Change Award di H&M Foundation.

EnzymeThreads progetta enzimi ad alte prestazioni per la depolimerizzazione del PET. Il processo permette di scomporre il PET nei suoi monomeri originali, depolimerizzando le fibre di poliestere nei loro elementi costitutivi, consentendo la rigenerazione di nuovo PET o il suo riciclo in prodotti a valore aggiunto. E’ una innovazione tutta italiana, che nasce dalla collaborazione tra il Emilio Parisini, professore dell’Università di Bologna e Capo Dipartimento Biotecnologie del Latvian Institute Organic Synthesis di Riga; Alfonso Gautieri, professore associato del Politecnico di Milano e Rossella Castagna, ricercatrice del Politecnico di Milano.

Una innovazione che ha valso al team la selezione tra i 20 finalisti del Global Change Award di H&M Foundation, che ogni anno seleziona e supporta le innovazioni più promettenti del settore. Orange Fiber, Vegea, Textile Genesis, per citarne alcune, hanno ottenuto il prestigioso premio e ogni sono aziende presenti sul mercato. I dieci vincitori del Global Change Award 2026 saranno annunciati a giugno e entreranno a far parte del GCA Changemaker Programme, ricevendo una sovvenzione di 200.000 euro ciascuno, un programma di mentoring e l’accesso a una rete globale progettata per accelerare la realizzazione delle loro idee, dal concetto all’impatto.

L’innovazione italiana è stata selezionata tra oltre 450 idee presentate da 81 Paesi in sei continenti. Tra le idee selezionate figurano sistemi di tintura a emissioni negative di carbonio che trasformano la CO atmosferica in coloranti a base biologica, fibre elastiche derivate dalle alghmarine progettate per sostituire l’elastan di origine fossile e gemelli digitali basati sull’intelligenza artificiale che aiutano i produttori a identificare le inefficienze e a ridurre le perdite di energia in tempo reale. Altri finalisti stanno ripensando il controllo di qualità nelle fabbriche di abbigliamento attraverso sistemi intelligenti basati sull’apprendimento automatico, mentre iniziative guidate dalla comunità stanno ricostruendo ecosistemi di riparazione locali per prolungare la durata dei capi di abbigliamento e rendere la circolarità visibile e accessibile.

L’innovazione di EnzymeThreads

L’ ingegneria enzimatica è una nuova frontiera per il riciclo del PET. Attualmente, il riciclo tradizionale della plastica  ne peggiora la qualità. Per questo motivo, le industrie preferiscono spesso produrre nuova plastica dagli idrocarburi piuttosto che riutilizzare quella vecchia.

Esistono in natura degli enzimi capaci di smontare la plastica (chiamati PETasi), ma sono troppo lenti o deboli per essere usati su scala industriale. Utilizzando tecniche avanzate di ingegneria proteica computazionale, il team di EnzymeThreads ha potenziato questi enzimi. Il risultato è la variante C09, cha hanno brevettato, e che vanta prestazioni eccezionali:

  • Degrada completamente un disco di plastica in soli 6 giorni.
  • È due volte più rapida nel trasformare la plastica nei suoi componenti base (monomeri TPA), pronti per essere riutilizzati per creare nuova plastica di alta qualità.

E’ affascinante pensare che una componente naturale possa aggredire un componente sintetico. Senza gli enzimi, l’industria della moda non potrà mai diventare davvero circolare. La capacità di smontare un vecchio vestito nei suoi componenti chimici originali (monomeri) per ricostruirne uno nuovo di pari qualità è il “sacro Graal” della sostenibilità

Per una innovazione come quella proposta da Emilio Parisini, Alfonso Gautieri, Rossella Castagna ottenere un supporto adeguato per riuscire a industrializzare il processo è fondamentale: per questo ci auguriamo che possano vincere il Global Change Award. Il riciclo enzimatico è molto promettente: ne abbiamo parlato nell’intervista.