Magazine

La guerra contro il Black Friday

 

Il 69% degli italiani si prepara al giorno più lungo per lo shopping online, il Black Friday che ormai è molto vicino. Ma venti di guerra soffiano ormai su questa giornata dedicata allo shopping sfrenato: il consumo compulsivo può essere sostenibile?

Il 29 novembre sul web sarà possibile trovare prodotti di ogni tipo a un prezzo scontato, un invito al consumismo senza limiti. Secondo l’indagine realizzata da manomano.it, e-commerce europeo del fai da te, il 69% degli italiani approfitterà del Black Friday per acquistare i regali di Natale. Tra questi consumatori, il 52% acquisterà capi di abbigliamento. Ma ne abbiamo davvero bisogno?

E’ probabilmente questa la prima domanda che dovremmo porci quando stiamo per fare un acquisto e questo sarebbe sufficiente a farci evitare di acquistare almeno il 50% delle cose. Ma anni di istigazione al consumo di massa ci hanno insegnato che lo shopping è terapeutico, che il miglior antidoto all’insoddisfazione è strisciare la carta di credito, un gesto utile per stare subito meglio. Fa parte dell’immagine distorta della donna (perché solo alle donne è riservata questa narrazione) che ci viene fornita oggi: siamo soggetti fragili che possono essere “curati” con delle “cose”.

 

Lo scorso anno Eco-Age, la società di comunicazione di Livia Firth, una delle donne più influenti nel mondo della sostenibilità, aveva invitato tutti a protestare contro il Black-Friday. Per chi crede nella rivoluzione della sostenibilità, evitare di fare acquisti in questo giorno consacrato allo shopping compulsivo è un gesto irrinunciabile. Eco-Age ha quindi predisposto una lista di comportamenti alternativi da seguire nel tanto atteso venerdì nero, per stare lontani da computer e carte di credito. E’ d’obbligo astenendosi dallo shopping, anche evitando di stare connessi e trascorrendo una giornata “digital-detox”. Può anche essere l’occasione per avviare qualche ambizioso progetto di fai-da-te: ad esempio prendere in mano i ferri e fare un maglia oppure tingere quel tavolo che tanto tempo aspetta di essere rinfrescato.

Lo scorso anno The Guardian aveva provato a quantificare l’inquinamento creato dai consumatori inglesi con il Black Friday: secondo il quotidiano inglese 82 mila furgoni avrebbero attraversato le strade della Gran Bretagna per consegnare 7 miliardi di sterline di acquisti, con un evidente impatto in termini di inquinamento ambientale e una grande quantità di imballaggi da smaltire.

 

Quest’anno Fashion Revolution, il movimento internazionale nato per promuovere la moda sostenibile (ve ne parlerò nel prossimo podcast, che uscirà il 30 novembre), ha lanciato una campagna decisa contro il Black Friday, invitando tutti ad aderire e a comunicare la propria scelta utilizzando i materiali per la condivisione social che sono disponibili qui, sul sito dell’organizzazione. Il messaggio è chiaro: il comportamento di ognuno di noi è importante per cambiare le cose e le persone possono ispirare il cambiamento nelle persone che frequentano.

Per i brand è ora di cambiare strategia, questo è certo. Non è possibile portare la bandiera della sostenibilità e poi immergersi nella follia consumistica del Black Friday. Per questo anche quest’anno  Patagonia donerà il 100% delle vendite globali del Black Friday a iniziative a sostegno del pianeta, di interesse sia ambientale che etico. Adesso è anche disponibile sul sito la mappa delle iniziative alle quali sono stati donati i fondi degli ultimi 2 anni, naturalmente divise per Paese. Curare l’aspetto locale è sempre importante per Patagonia, fa parte della storytelling sulla sostenibilità del brand. 

Dimenticavo di dirvi, se riuscite a non farvi tentare dal Black Friday e decidete di non acquistare niente, dovere tenere duro qualche altro giorno: il 2 dicembre è il Cyber Monday, la giornata riservata agli acquisti on line.